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Come costruire gli open data?

I governi e le organizzazioni stanno raccogliendo quantità crescenti di dati su tutto, dalle condizioni meteorologiche, alle abitudini di acquisto, al modo in cui vengono spesi i soldi pubblici.

Ciò rappresenta un’enorme opportunità per migliorare la fornitura di servizi pubblici e stimolare la crescita economica inclusiva.

In parallelo con questa esplosione della creazione di dati aperti, c’è stato un crescente movimento per pubblicare informazioni governative in modo che tutti possano accedere, utilizzare e condividere.

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La Open Data Charter nasce dal desiderio di sviluppare un insieme condiviso di principi su come costruire gli open data.

I principi rappresentano un insieme di norme concordate a livello globale su come pubblicare i dati aperti.

Dalla loro creazione, sono stati adottati e approvati da oltre 90 governi e organizzazioni, tra cui l’Italia.

I sei principi della Carta sono stati sviluppati nel 2015 da governi, società civile ed esperti di tutto il mondo, ma andiamo a vederli in dettaglio.

1. Dati aperti per impostazione predefinita

Ciò rappresenta un vero cambiamento nel modo in cui il governo opera e il modo con cui interagisce con i cittadini.

Al momento dobbiamo spesso chiedere ai funzionari le informazioni specifiche che vogliamo.

Dati aperti di default significa che dovrebbe esserci una presunzione di pubblicazione per tutti.

I governi devono giustificare i dati che vengono tenuti chiusi, ad esempio per ragioni di sicurezza o di protezione dei dati.

Per fare tutto questo, i cittadini devono anche essere certi che i dati aperti non comprometteranno il loro diritto alla privacy.

2. Puntuali e completi

L’apertura dei dati è preziosa solo se è pertinente.

Ottenere informazioni pubblicate rapidamente e in modo globale è fondamentale per il suo potenziale di successo.

Per quanto possibile i governi dovrebbero fornire i dati nella loro forma originale, non modificata.

3. Accessibili e utilizzabili

È necessario garantire che i dati aperti siano leggibili da una macchina e facili da trovare.

I portali sono un modo per raggiungere questo obiettivo.

Ma è anche importante pensare all’esperienza utente di coloro che accedono ai dati, inclusi i formati di file che forniscono le informazioni.

I dati devono essere gratuiti, sotto una licenza aperta, ad esempio una di quelle sviluppate e messe a disposizione da Creative Commons.

4. Comparabili e interoperabili

I dati hanno un effetto moltiplicatore.

Più saranno disponibili dataset di qualità e più sarà facile sviluppare un potenziale valore dal loro utilizzo e utilizzare dati standard precedentemente concordati può giocare un ruolo cruciale nel far sì che ciò accada.

5. Per una migliore governance e coinvolgimento dei cittadini

I dati aperti hanno la capacità di permettere ai cittadini (e al governo) di avere un’idea migliore di ciò che stanno facendo funzionari e politici.

Questa trasparenza può migliorare i servizi pubblici e aiutare nella valutazione dell’operato dei governi.

6. Per lo sviluppo inclusivo e l’innovazione

Infine, gli open data possono contribuire a stimolare lo sviluppo economico inclusivo.

Ad esempio, un maggiore accesso ai dati può rendere l’agricoltura più efficiente o può essere utilizzata per affrontare i cambiamenti climatici.

Infine, spesso pensiamo ai dati aperti come al solo miglioramento delle prestazioni del governo, ma c’è un intero universo di imprenditori che fanno business sviluppando applicazioni e servizi che utilizzano gli open data.

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